Chagall e il bacio sospeso

Due corpi vicini, sovrapposti, quasi tutt’uno mentre si fondono. Gli occhi chiusi, le labbra protese. Il calore dei due corpi. Possono sentire il profumo l’uno dell’altra. Si sono desiderati a lungo durante la lontananza, ora
finalmente possono baciarsi ancora. Verde e blu dominano la scena. Verde e blu sono i vestiti. Bella e Marc sono i protagonisti. I due amanti. Bella porta un cappello rosa con striature di viola, Marc blu, con particolari neri. Il colore dei capelli rispecchia quello dei copricapi. Le forme geometriche. I triangoli dei corpi, il cerchio sullo sfondo. Il pizzo dell’abito di lei. La camicia a righe colorate di lui. Siamo nel 1914-1915 quando Marc Chagall raffigura il suo amore, uno dei tanti dipinti dedicati ai due amanti realizzati dopo il ritorno a Parigi dell’artista. Quattro anni di contesti cromatici differenti, ma sempre con loro come soggetto. Chagall imprime a futura memoria sé e la donna amata. C’è chi dice che le forme dei due corpi, sormontate dai cappelli, ricordi un cuore. Forse i più romantici, non artisticamente parlando, perché in fondo è meglio dare un senso dolce, piuttosto che restare a quel gesto mai capito fino in fondo, sospeso, in un limbo fatto di parole non dette e momenti mai vissuti. Quello che lascia a me è un sentimento d’attesa. I due sono lì, i corpi che si desiderano e si tendono, le labbra che cercano quelle dell’altra persona. Si possono sentire, eppure sono fermi, così vicini eppure così lontani. Con quel desiderio di colmare la distanza, senza riuscirci. In un bacio che non porta i colori vivi, rossi, della passione amorosa. In un bacio verde e blu. In un bacio atteso in eterno.

(Marco Emilio Boga)

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