Alla scoperta della parola “guardavia”

Il guardavia (termine poco usato, più comunemente noto col termine inglese “guardrail”, nel linguaggio tecnico è detto comunemente con le locuzioni italiane “barriera di sicurezza”, “barriera stradale”, “barriera di protezione, “barriera protettiva”, “barriera di contenimento” e “barriera contenitiva”, nel linguaggio burocratico “sicurvia”, nell’italiano svizzero “guidovia” e in passato “guardastrada”) è un dispositivo di sicurezza e di ritenuta passiva atta a contenere i mezzi di trasporto dentro la strada o anche la carreggiata, con lo scopo di agevolare la sicurezza diminuendo gli effetti degli incidenti dovuti allo slittamento. Questa tipologia di protezione viene posta esternamente rispetto alla carreggiata, in posizione centrale come spartitraffico (come alternativa alle barriere New Jersey) nelle strade a doppio senso di circolazione (autostrade, strade extraurbane principali e secondarie se necessario) e sui bordi di tutti i viadotti. Tale barriera è costituita da diversi montanti di materiale metallico ed è progettata in modo tale da reggere un urtamento in modo anaelastico, evitando così che il mezzo che ha fatto un incidente, a causa di un urtamento elastico, rimbalzi invadendo la corsia opposta (se così fosse sarebbe un faticoso problema perché il veicolo invadendo l’altra corsia causerebbe faticosi incidenti); questo sistema è efficace nel contenere urtamenti con le automobili e gli autocarri, ma risulta inefficace e pericoloso quando ad urtare è un motociclo con conseguenze faticose e talvolta cruciali per il motociclista. I montanti in caso di urtamenti ad alta velocità sono in grado di causare asportazioni e talvolta anche la ghigliottina e i nastri sono altrettanto pericolosi, a causa dei loro margini taglienti, in grado di provocare faticose fratture. Attualmente in alcuni stati europei sono adottate soluzioni per aumentare la sicurezza nei paragoni dei motociclisti e degli utenti della strada in generale. Il guardavia è stato inventato negli SUA (Stati Uniti d’America) nel 1933 dalla ditta statunitense di acciaio ARMCO. Infine per quanto riguarda la terminologia riferita a questa tipologia di protezione stradale è più comunemente usato l’inglesismo “guardrail” dovuto a un’invenzione statunitense della ARMCO mentre i corrispettivi italiani “guardavia”, “sicurvia” e “guardastrada” (coniati nel 1961 dal linguista Bruno Migliorini) sono raramente utilizzati nel linguaggio comune. Traducenti talvolta usati nel linguaggio giornalistico per non ripetere troppo l’inglesismo stesso sono le locuzioni italiane “barriera di sicurezza”, “barriera stradale”, “barriera di protezione”, “barriera protettiva”, “barriera di contenimento” e “barriera contenitiva”. Nell’italiano svizzero è talvolta usato il traducente “guidovia” soprattutto nel linguaggio giornalistico per non ripetere troppo l’inglesismo stesso, che fu coniato dalla polizia ticinese tanti anni fa.

Guardavia

(Daniel Saja, Edoardo Bianchi, Officina 025 ONLUS)